lunedì 17 agosto 2015

Di tutta la vita passata, questo è il momento...



L'equazione è un equilibro di due espressioni che si verifica solo se si attribuiscono determinati valori alle sue incognite. L'incognita della nostra vita è rappresentata da quel futuro, il nostro, e dalla paura delle sue incertezze. Viviamo con quel peso, lo rinchiudiamo nei contenitori del nostro io più profondo andando verso il lungo cammino, e ne portiamo il peso durante il tragitto. Quando un giorno finalmente l'apriremo scopriremo che c'erano solo quattro farfalle... e quel peso che abbiamo trascinato? 
Le farfalle sono la dimostrazione che le paure servono a trasformare tutto in lievità. L'uomo senza paura ed incertezza è un uomo incosciente del proprio vivere. 


venerdì 14 agosto 2015

Una mancanza

... eppure mi manchi... oh sì se mi manchi...


Chiamami quando ti va, quando ne hai voglia, ma non come chi si sente obbligato a farlo, questo non sarebbe bene né per te né per me, a volte mi metto ad immaginare quanto sarebbe meraviglioso se mi telefonassi solo perché sì, semplicemente come uno che ha avuto sete ed è andato a bere un bicchiere d’acqua, ma so già che sarebbe chiederti troppo, con me non dovrai fingere mai una sete che non senti...


martedì 11 agosto 2015

Il tempo va... passano le ore

E´ passato un anno oramai e soltanto ora, passati avvenimenti di ogni genere, emozioni di tutti i tipi, desideri e ricordi più o meno annebbiati... soltanto ora mi sento in grado di scrivere di ciò che, in cuor mio, spaventa, se e´ troppo lungo il pensiero che ogni tanto ci si sofferma, quasi come a riposarsi. Ma riposo non trova ancora.
Credimi, papa´, ho scritto parole su parole, tutte ferme ad un passo dalla linea del traguardo... e quando credevano di avercela fatta, quando credevo di avercela fatta a tirar fuori ciò  che non ho mai saputo neppure spiegare a me stessa, salvavo tutto dentro, e come se niente fosse, era già un altro giorno...
Viviamo di domani che nessuno ci assicura, hai notato? E quando ce ne rendiamo veramente conto e´ perché, di solito, qualcosa di irrimediabile e´ già successo o sta per succedere... E, per me, questa e´ stata la sensazione di un anno fa. Il problema e´ che un´esplosione del genere non te la togli di dosso il giorno dopo, quando la luce e´ comparsa e gli occhi si sono aperti ancora una volta. La paura ha radici profonde. Ma quando passa o, almeno, impari a conviverci, lascia sempre una grande consapevolezza interiore. Il boccone da mandar giù e´ sempre amaro, ma il tempo ti insegna ad addolcirlo, ti da´ attimi di respiro che ti facciano capire che c´e´ sempre una speranza che non dobbiamo abbandonare mai. Non e´ vero che chi spera disperato muore, perché talvolta la speranza e´ l´unica cosa che possiamo conservare fino alla fine e che ci accompagna, a volte, verso la fine stessa.
Io, nel mio piccolo, ho continuato a tenere accesa quella piccola fiamma dentro, quella che profumava di amore da figlia. Era la sua luce che la notte mi permetteva di non sentirmi sconfitta, quando la mente era più libera di girovagare per mete non meglio stabilite e toccare sentieri bui, nei quali avrei potuto inciampare senza rialzarmi più. Ed eri tu a tenerla accesa, perché quando ti guardavo negli occhi, loro parlavano da soli. E volevano splendere ancora a lungo ed io volevo vedere il loro colore e la loro espressione  fino ad esserne sazia, fino a sentirne l´anima traboccarne di gioia... ma, credimi, che ancora oggi non mi sento pesante nel poterli vedere ancora sorridere. Anzi, loro fanno sorridere me.
E di questo vorrei ringraziarti, papa´. Di non aver mollato la presa quando eravamo li´ a stringerti la mano, quando la sofferenza e´ stata tanta, in quei giorni nei quali il dolore ti opprimeva e noi inermi a guardarti perché non c´era altro che potessimo fare...

Da questa esperienza, papa´, ho imparato a vivere al meglio l´oggi con la speranza di un domani sempre migliore, piuttosto che star ad aspettare il domani giusto con il rischio che non arrivi mai. E a darti il bacio della buonanotte e del buongiorno, come quando ero piccolina... ricordi? 


domenica 12 luglio 2015

Sentirsi vivi

Provare qualcosa, nel bene o nel male, è sempre meglio che non provare niente.



venerdì 3 luglio 2015

Racconti di storie

Le panchine custodiscono migliaia di storie meravigliose, ricordi di mani che si cercano, promesse mai mantenute, baci improvvisi.
Tutti ne abbiamo una sulla quale il cuore è ancora seduto.